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Quanto è sicura la tua casa in caso di terremoto?

Ormai dovremo averlo capito, con i terremoti dobbiamo conviverci. Non è possibile eliminarli, ma sicuramente è possibile migliorare le nostre case e far si che siano più idonee per affrontarli.

 

Quando si parla di terremoti si pensa essenzialmente alle case crollate, alle scuole o alle infrastrutture rese inutilizzabili, ma ci sofferma a pensare che spesso, anche se le case restano in piedi, occorre fare interventi di ripristino per poterle continuare ad utilizzare.

 

Le ultime normative sismiche tengono conto anche di questo, della capacità dai fabbricati di assorbire l'”urto” sismico e di restare funzionali e funzionanti. Oggi infatti, forti anche delle tante  e drammatiche esperienze simiche maturate,  si progetta ammettendo che l’edificio si possa danneggiare ma che in ogni caso debba salvaguardare la vita di chi li abita.

 

Purtroppo, la maggior parte del patrimonio edilizio italiano è “vecchio” e non è stato progettato secondo le indicazioni delle nuove normative sismiche.

 

Tuttavia, esistono dei criteri di progettazione strutturale che sono sempre validi, indipendentemente dalla normativa utilizzata.

 

Criteri che consentono a tutti di fare una prima valutazione della sicurezza degli edifici in cui viviamo ed, eventualmente, pensare ad interventi di miglioramento.

 

Vediamo insieme quali sono gli elementi indicativi il livello di sicurezza sismica dei nostri edifici.

 

 

In primis l’EPOCA DI COSTRUZIONE. I fabbricati di recente costruzione hanno usufruito di conoscenze e normative più moderne e prestazionali e dovrebbero essere stati realizzati con materiali più performanti.

 

LA FORMA.

Sviluppi planimetrici regolari e contenuti sono in grado di resistere meglio alle sollecitazioni sismiche. Edifici con piante ad L o a C, o ancora molto allungati sono soggetti a sollecitazioni più severe a cui si accoppiano anche effetti torcenti che insistono principalmente sulle strutture perimetrali.

Alla regolarità in pianta segue per pari importanza la regolarità in altezza.

Un edificio che presenta numeri di piani differenti sui diversi prospetti aumenta

la sua vulnerabilità, così come gli edifici che presentano piani con minori tramezzature o tompagno rispetto ad altri. Pensiamo ai locali commerciali, agli edifici su pilotis o agli open space ad uso ufficio nei piani intermedi con la creazione dei piani soffici.

 

POSIZIONE DEGLI ELEMENTI RIGIDI QUALI VANI SCALA ED ASCENSORI.

I vani scala devono idealmente essere organizzati   in posizioni centrali e simmetriche, tanto più la loro posizione è decentrata più aumenta la vulnerabilità del fabbricato. Il caso limite e di maggior svantaggio si ha quando il vano scala è su un lato esterno del fabbricato, in questo caso il sisma innesca sollecitazioni aggiuntive che andranno ad interessare la parete opposta.

 

LA STRUTTURA PORTANTE.

Per edifici in Cemento armato, la presenza di travi emergenti (in ambo le direzioni) garantiscono migliorie resistenza al sisma rispetto alle travi a spessore, incassate cioè nello spessore del solaio.

In base agli ultimi studi, è importante che le dimensioni dei pilastri siano più generose di quelle delle travi. E’ infatti tollerabile il collasso di una trave che genererà un dissesto locale, non lo è la rottura di un pilastro che invece genera un danno irreversibile all’intero edificio.

Negli edifici in cemento armato è bene visionare che non vi siano ferri di armatura esposti, questi avrebbero fenomeni di ossidazione che comporterebbero evidenti cali prestazionali degli stessi (questo può capitare a seguito dell’espulsione dei copriferri). E’ fondamentale fare questa verifica in zone dove l’atmosfera è più aggressiva – si pensi alle zone di mare dove vi è una forte presenza di sali.

Per gli edifici  in muratura oltre alle regolarità geometrica occorre verificare la presenza di cordoli in cemento armato ai bordi dei solai, il buon ammortamento delle pareti ortogonali, (non vi devono essere lesioni verticali negli angoli formati dalle pareti, specie in corrispondenza della murature perimetrali) e l’assenza di strutture spingenti (non è ammesso – ed è anche molto pericolo e causa di molti crolli – avere tetti a falda realizzati con travi in legno senza un appoggio nella zona di colmo).

 

LA QUALITA’ DEGLI INTERVENTI.

La forza sismica è funzione della massa e dell’altezza. Un tetto nuovo in cemento armato, realizzato su un vecchio fabbricato in muratura, è più dannoso che sicuro. Il peso della copertura, abbinato alla quota, comporta che in presenza di effetti sismici questo viene sollecitato a spostarsi orizzontalmente comportando, la rovina e spesso il crollo delle pareti sottostanti, originariamente progettate per sostenere i pesi un solaio il legno che è anche 20 volte più leggero.

In relazione a questo aspetto è opportuno non avere depositi nei sottotetti, proprio perché il peso del materiale ivi depositato altro non farebbe che eccitare maggiormente il fabbricato.

 

 

Son questi degli aspetti fondamentali per iniziare a comprender che comportamento avrà il nostro fabbricato in caso di terremoto. A breve prepareremo un apposito test che ti consentirà una agevole valutazione preliminare di sicurezza.

Non abbiamo altro modo di difenderci dal sisma se non con la giusta conoscenza degli effetti e il ricorrere ad azioni di miglioramento sismico innovative.

Se sei interessato a capire come puoi difenderti dal terremoto contattaci, sono anni che lavoriamo su questo tema.

 

Ing. Feliciano Ricciardelli

Esperto calcolo strutture in acciaio

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